Edizioni Mnemosyne è una casa editrice che opera principalmente nell’ambito dell’editoria digitale, dai più semplici ebook agli enhanced book, arricchiti da video, audio e collegamenti alla rete. L’editoria digitale è un’opportunità per gli autori e per i lettori, ai quali proponiamo pubblicazioni di qualità dal punto di vista dei contenuti e della redazione dei testi. Uno strumento agevole, fluido, accessibile da tutti i dispositivi, che consente ricerche nel testo e una visualizzazione ad alta qualità. Una nuova risorsa per l’editoria. Edizioni Mnemosyne offre inoltre supporto redazionale, professionale e creativo, per la pianificazione e gestione dell’intero piano di comunicazionedi eventi, manifestazioni, lancio di nuovi prodotti, dall’analisi dello scenario alla valutazione degli obiettivi raggiunti.

Presenta 

 Michele Nisticò e Paolo Passaglia

Nella società contemporanea lo sviluppo dei processi educativi avviene in ambienti considerevolmente permeati dai media elettronici, che da un lato si mostrano sempre di più in tutta la loro pervasività, e dall’altro sono divenuti ormai parte della quotidianità di molti e, dunque, in questo senso sempre meno «visibili».
Si rende quindi opportuna una riflessione sui temi che riguardano l’insegnamento della cultura della cittadinanza attraverso gli strumenti offerti dalle più innovative reti di comunicazione e su quelli che concernono gli aspetti di più significativa rilevanza pubblicistica di queste ultime.

 William James, a cura di L. Mori

Negli anni che precedono la pubblicazione del saggio sul Pragmatismo (1907), William James iniziò uno scambio epistolare con il filosofo polacco Wincenty Lutoslawski, che gli raccontò la sua esperienza con la pratica dello yoga. Appariva, quello, un modo singolare tra gli altri possibili per tentare di “ridisegnare” i propri confini, cambiando la propria vita e le sue routine meno desiderabili. Riflettendo e prendendo posizione sulla testimonianza dell’amico in quegli anni caratterizzati da incalzanti cambiamenti culturali e sociali, oltre che da rilevanti innovazioni tecnologiche, James la cita e la analizza nel quadro di un discorso più ampio sulla formazione delle abitudini e sulla possibilità di cambiarle, estendendo il “potere” umano di agire e di dare forma ai propri comportamenti. Per darne conto, questo libro presenta e mette in relazione la traduzione del saggio Habit, comparso come capitolo nei Principi di psicologia (1890), e quella dell’articolo intitolato The powers of men, pubblicato nel 1907 sulla Philosophical Review.

 a cura di Luca Mori

Questo commento all’Antigone di Sofocle deve la sua novità al fatto di avere come autori bambine e bambini di dieci anni. Il commento infatti è stato elaborato presso la Scuola primaria A.S. Novaro di Vada, attraverso conversazioni proposte e guidate dal filosofo Luca Mori, sulla scia di precedenti esperienze di filosofia con i bambini, con le maestre Laura Cetti, Mirella Macelloni e Maria Laura Rossetti. Il lavoro ha preso avvio da un’Antigone raccontata in classe, con parole e sassi, dall’attrice Renata Palminiello.

 a cura di Luca Mori

Questo libro racconta l’incontro di bambine e bambini della scuola primaria con alcuni frammenti dei Presocratici: punto di partenza, infatti, sono state le domande che si posero pensatori come Talete, Anassimandro, Anassimene, Senofane, Parmenide, Eraclito, Empedocle, Anassagora, Protagora e Democrito. I bambini hanno incontrato le domande e i frammenti, commentandoli e rielaborandoli con parole e pensieri propri. Portando i frammenti come tracce di un pensiero antico sulla natura e sull’uomo, il filosofo si presenta ai bambini come un adulto che ha bisogno del loro aiuto – della loro fantasia e delle loro idee – per ricostruire il significato di “indizi”, “segni” e “messaggi” attribuibili a personaggi vissuti in un passato ormai lontano. Come interpretare i messaggi di cui disponiamo? Cosa pensiamo noi, oggi, di quelle domande?

 Veronica Neri

La Flora Italiana ossia raccolta delle piante piu belle che si coltivano nei giardini d’Italia (1818) di Gaetano Savi (1769 – 1844) rappresenta una monumentale opera tanto sotto l’aspetto scientifico, botanico ed orticolo, quanto sotto quello letterario e artistico. L’opera si inscrive a pieno titolo nell’ambito della letteratura scientifica divulgativa ottocentesca. Il raffinato apparato iconografico, analizzato in appendice, illustrato da Antonio Serantoni, dimostra l’importanza dell’arte botanica sia in termini estetici che funzionali, associando un decorativismo compositivo che costituisce una manifestazione ulteriore della tensione tra vecchio e nuovo che permea la cultura botanica toscana ed italiana del periodo.

 AA.VV. a cura di Lorenzo Carletti e Cristiano Giometti

Racchiudere in una pur vasta raccolta di saggi la ricchezza d’interessi e la profondità di sguardo di Clara Baracchini, storica dell’arte e funzionaria di Soprintendenza, è impresa pressoché impossibile. Ancor più ardua se si considerano i tanti progetti da lei concepiti nel campo della tutela e del restauro, della didattica e dell’informatizzazione del patrimonio catalografico nazionale, progetti che per loro natura rimangono spesso nei circoli ristretti degli addetti ai lavori. Molti degli amici e dei colleghi che hanno lavorato e lavorano con lei vogliono con questi contributi festeggiarla e in qualche modo ringraziarla per il suo impegno tenace e intelligente, per i molti caffè consumati assieme e i tanti pasti saltati per risolvere problemi grandi e piccoli della storia dell’arte.

 Elisa Canzonieri

I due racconti brevi di argomento tristaniano, conosciuti col nome di Folie Oxford e Folie Berne, in riferimento alle biblioteche (Oxford, Biblioteca Bodleiana e Berne, Biblioteca de la Bourgeoisie) in cui sono conservati i manoscritti che tramandano ognuno di questi testi, databili entrambi alla fine del XII secolo, raccontano il ritorno di Tristano alla corte di re Marco (celato dietro gli pseudonimi di Tantris e Picous) travestito da folle, per poter rivedere la regina: si tratta dell’ultimo incontro tra Tristano e Isotta prima della loro morte. La simulazione della follia da parte di Tristano è la più grande prova della sua spiccata attitudine al travestimento: in altri testi in versi, lo si vede nelle vesti di lebbroso o penitente, di mercante, di monaco, o di menestrello. Ma la follia simulata può essere considerata un tratto costitutivo dell’eroe: non è una novità né tantomeno un’esclusiva della leggenda tristaniana, e se ne ha una larga diffusione sia nei testi del XII e XIII secolo, contemporanei alle Folies Tristan, sia in molti altri, risalenti a epoche precedenti.


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